Le torri del quartiere: un nuovo sguardo sulle vie delle Golosine

I nostri studenti scoprono la storia locale di Golosine tra archivi, mappe del '500 e testimonianze, unendo il passato alla vita d'oggi.

Gianluca Verde

Funzione strumentale

Un inizio inaspettato: “Prof, qui non c’è niente da vedere”

“Lei prof abita in un altro quartiere, mica in questo, non può capire. Qua mica vengono i turisti, cosa c’è da vedere? Non ci sono attrazioni storiche particolari, no non mi pare”. È iniziato così il dialogo con gli studenti delle classi 3C e 3F davanti alla domanda su cosa ci fosse di interessante nel loro quartiere, le Golosine. Eppure, ad uno sguardo più attento, ognuno di loro ha saputo indicare almeno un paio di siti degni di nota e di investigazione storica tra le vie che percorrono ogni giorno.

La prima fase: Gli storici del quartiere

Il progetto è iniziato con una passeggiata nel quartiere Golosine, muniti di una scheda di analisi di una fonte storica. Per ragioni di precisione metodologica, il territorio della ricerca è stato strettamente circoscritto alle Golosine, escludendo la vicina zona di Santa Lucia, che gode già di un’ampia letteratura dedicata.

I ragazzi hanno individuato e analizzato sette luoghi storici chiave del proprio ambiente quotidiano:

  • Corte Bassa e la Chiesa della Chioda: Rappresentano il nucleo insediativo più antico, già segnalato nelle mappe del XVI secolo. La chiesetta sorgeva vicino a un’antica osteria tardo-medievale da cui potrebbe derivare il nome (dal significato alquanto dubbio) del quartiere.

  • La vecchia linea ferroviaria dismessa: Di epoca austriaca, oggi considerata il limes con Santa Lucia. Un tempo era sormontata da una passerella di ferro e gli studenti hanno scoperto che i suoi treni conducevano anche ai convogli di deportazione verso i campi di concentramento.

  • Il cannone di via Velino: Un cimelio risalente alla Grande Guerra dedicato agli Artiglieri.

  • Le case Brodolini e la Chiesa di Santa Maria Assunta: Simboli dell’espansione demografica del Secondo dopoguerra. Il progetto originario delle case Brodolini per la classe operaia includeva servizi integrati come asili nido e piccole botteghe.

  • La prima scuola media della zona: Edificata negli anni Cinquanta per accogliere l’ondata demografica delle famiglie trasferite nel dopoguerra, comprese quelle dell’Esodo istriano. La ricerca ha compreso una visita all’Archivio comunale di Verona per consultare i faldoni originali dell’epoca.

La seconda fase: Demografia e indagine sociologica

La seconda parte del lavoro si è concentrata sulla demografia, partendo dallo studio degli anni Settanta “Golosine: storia di un quartiere popolare”. Gli studenti hanno analizzato i dati storici e hanno poi attualizzato l’indagine riproponendo lo stesso questionario a genitori, nonni e vicini di casa.

In collaborazione con i docenti di matematica, i risultati sono stati schematizzati in grafici per confrontare i mutamenti e le costanti rispetto a cinquant’anni fa (come i titoli di studio, la provenienza delle famiglie e la gestione del tempo libero).

Le “Torri di quartiere”

Tutti i dati, le riflessioni e i grafici sono stati infine stampati ed esposti sulle “Torri di quartiere”, installazioni tridimensionali realizzate durante le lezioni di arte e abbellite dai lavori artistici dei ragazzi. Un’esperienza multidisciplinare che ha acceso nei ragazzi la consapevolezza che le piccole storie del proprio vissuto quotidiano fanno parte della grande Storia.

La voce dei protagonisti

“La cosa che mi ha colpito di più è stata scoprire la storia che si nasconde dietro a strade e palazzi che vediamo ogni giorno senza farci caso… ci ha aiutato a connettere il passato studiato sui libri con la nostra quotidianità.” — Damiano, 3F

“Secondo me è stata molto utile la ricerca fatta sui luoghi, perché noi la maggior parte delle volte non ci interessiamo a nulla, però sentendo la storia potrebbe interessarci molto…” — Francesco, 3C